I Borghi di Spoltore:
Caprara, Cavaticchi, Villa Raspa, Santa Teresa

CAPRARA

In epoca vestina ed in quella romana sul territorio di Caprara erano presenti ville rustiche dedite prevalentemente alla coltivazione della vite e dell’ulivo. La località prende il nome di Caprara tra la fine del ‘400 e l’inizio del ‘500. In precedenza era nota come Casale di Roiano o Rogiano. Il territorio alla fine del ‘500 viene abbandonato dai contadini, forse in seguito all’invasione Longobarda, e si ricopre di estesi boschi. Dopo l’anno 1000 il nome di Roiano si perde e la località comincia ad essere chiamata “Caprara” o “Villa Caprara” nel basso Medioevo. Il toponimo deriverebbe da “capra” un mammifero che in epoca medievale viveva libero nel territorio. Questa teoria trova conferma nel ritrovamento di un antico sigillo dell’Università di Caprara, cioè del Comune, che reca al centro la figura di una capra e che ne conferma il legame con il territorio. Ferdinando Castriota detto Manfredino (di origine albanese) nel 1496 acquista “Moscoso, Monte Silvano, Spoltorio, Vicolo, e Tullo”. Contemporaneamente all’acquisto di questi feudi arrivano a Caprara famiglie di popoli slavi detti Schiavoni o Slavoni perché venivano dalla Slavonia, cioè dai Balcani, per la maggior parte erano Albanesi cattolici che fuggivano dai Turchi che dai primi anni del 1400 avevano iniziato l’occupazione della penisola balcanica imponendo la loro religione, ma anche altre popolazioni di origine balcanica che avevano combattuto contro i Turchi come Epiroti e Dalmatini. Queste famiglie si stabiliscono a Spoltore, a Cappelle sul Tavo, Villa S. Maria e a Caprara. Gli artigiani, soprattutto fabbri, si fermano a Spoltore nelle case messe a disposizione dalla Prepositura, i contadini invece si stabiliscono a Cappelle, a Villa Santa Maria, e a Caprara.Villa Caprara alla fine del Basso Medioevo diviene un feudo dell’Abbazia di S. Giovanni in Venere. Nel 1585 L’Abbazia con tutte le sue pertinenze, tra le quali il feudo di Caprara, passa sotto la Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri che fa costruire nel 1603 all’interno dell’abitato una chiesa da dedicare ai protettori degli Schiavoni, Santi Cosma e Damiano. Nel 1772 la Congregazione dell’Oratorio fa erigere una nuova chiesa parrocchiale a causa dell’aumento della popolazione. Con la nuova chiesa protettori di Caprara diventano i santi Cosma e Damiano e S. Filippo Neri. Nel 1807 Il comune di Caprara è unito a quello di Spoltore, con la particolare concessione di eleggere direttamente i suoi 3 consiglieri comunali, norma che resterà in vigore fino agli anni 60 del 1900.

VILLA RASPA

Villa Raspa si sviluppa lungo la fascia fluviale e la nazionale n. 602 dove sono installati soprattutto stabilimenti produttivi e commerciali di trasformazione.  La cultura locale si basa sui nuclei di abitanti installati oltre un secolo fa, risentendo anche dell’influsso di alcuni paesi dell’entroterra, da cui sono provenute diverse famiglie subito dopo la fine della seconda guerra mondiale.  Degna di nota la Parrocchia di San Camillo de Lellis: chiesa moderna del quartiere Villa Raspa, a confluenza con i rioni Ospedale e Colle Madonna di Pescara; fu costruita nel 1976 da Lino Sarra, caratterizzata da impianto quadrangolare irregolare a pianta centrale, con un corpo centrale rettangolare che si innalza al centro della facciata.

SANTA TERESA

I Barnabiti, molto presenti sul territorio di Spoltore già dal XVII secolo, nel registrare le varie masserie assegnavano ad alcune di esse un nome di Santo e di un simbolo religioso: intitolano la masseria che di trova all’incrocio di via Sangro con l’attuale ex 602 a S. Teresa d’Avila, che nel Catasto onciario è definita già masseria dal 1743. Anche se è più che probabile che la chiesa rurale esistesse già da tempo.  

Negli ultimi decenni del Novecento la borgata ha registrato una notevole cambiamento della sua economia passando da un’attività prevalentemente agricola, ad un terziario misto nel quale preponderanti appaiono le aziende artigianali e commerciali.

Espressione della modernità dell’area urbana è l’architettura della nuova chiesa omonima costruita tra il 1988 ed il 1996 su progetto dell'ing. Antonio Spilla. Esternamente il prospetto a due salienti, riprende il motivo del rosone centrale e dei due archi rampanti. Lo spicchio dell'ingresso, caratterizzato da un piccolo portico, si distingue per il rivestimento in mattoni rossi in contrasto con l'intonaco bianco dell'intero volume. Sul lato destro svetta il campanile per un'altezza doppia di quella massima della chiesa. L'interno è a pianta ottagonale con otto grandi pilastri in cui si incastrano, rientrando, in asse l'ingresso ed il presbiterio. Il volume interno è caratterizzato dalla forma piramidale della copertura, sorretta da travi a vista, con spicchi posti a diversa altezza nei due assi preferenziali: tra i piani sfalsati della copertura sono state ricavate delle aperture che lasciano piovere la luce dall'alto.

VILLA SANTA MARIA

Villa S. Maria è a circa dieci km da Pescara e a tre km dal Borgo di Spoltore. Cosa colpisce di Villa S. Maria? La bellezza del borgo insediata su un costone ben protetto dai venti e ben esposta a seguire il corso del sole nell' arco della giornata con un panorama mozzafiato a 360 °, meta di fotografi pronti a immortalare i tramonti sulla Bella Addormentata, di amanti di biki e nordik working. Se fosse visto dall' alto il Borgo si presenterebbe bello e affascinante: un declivio naturale, la strada quale nastro d' argento e le belle ville allineate e precise senza che nulla rompa il perfetto equilibrio di tetti, giardini, e dei campi posti al di là delle due file di costruzioni. Solo un piccolissimo angolo del borgo ha ancora in piedi una casa che porta i segni della vita e delle passate stagioni.
Gli olivi e i carciofi " mazzaferrato" di Villa S. Maria sono le due " gemme" di questa terra ricca e profumata. In particolare, le donne del paese poi hanno ereditato dai posteri, il segreto per rendere i carciofi ancora più appetibili e saporiti; rinomati in tutta la regione sono i carciofini sott'olio o la pasta con i carciofi.
La Chiesa è dedicata a Maria Santissima Assunta in Cielo e fu eretta a Parrocchia nel 1950, in seguito nell 1960 fu rifatta dalle fondamenta dal Genio Civile di Pescara.

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